Quanto trattengono davvero Booking e Airbnb, cosa serve per convincere gli ospiti a prenotare dal tuo sito e quanto costa farlo bene — con prezzi medi di mercato, non listini.
Guida informativa · aggiornata a luglio 2026
Sono un developer di Palermo e con chi gestisce un B&B o una casa vacanze parto sempre da un conto banale, che quasi nessuno mette nero su bianco. Le OTA — Booking, Airbnb, Expedia — trattengono una commissione compresa in genere tra il 15% e il 25% del valore di ogni prenotazione, a seconda del portale, del programma di visibilità e dei servizi extra attivati.
Tradotto in numeri: se la tua struttura incassa 20.000 € l'anno tramite i portali, stai lasciando sul tavolo da 3.000 a 5.000 € ogni anno. In tre anni fanno 9.000–15.000 €: più di quanto costa un sito fatto bene, moltiplicato per tre. Non è un motivo per abbandonare i portali — vedremo perché sarebbe un errore — ma è un ottimo motivo per non dipendere solo da loro.
Nel turismo esiste un comportamento documentato da anni, il cosiddetto billboard effect: molti ospiti ti scoprono sul portale, poi cercano il nome della struttura su Google per vedere altre foto, altre recensioni e — soprattutto — se esiste un modo più conveniente di prenotare. In quel momento succede una di due cose:
Il sito quindi non deve «battere» Booking sulle ricerche generiche: deve farsi trovare da chi ti cerca per nome e convincerlo in trenta secondi. In più il sito ti dà quello che i portali non ti daranno mai: i contatti dei tuoi ospiti, la possibilità di farli tornare l'anno dopo senza intermediari e un'immagine che controlli tu.
Chi prenota una casa vacanze compra un'aspettativa: le foto sono l'80% della decisione. Servono immagini reali, recenti e luminose delle camere, dei bagni e — se c'è — della vista o della terrazza. Una giornata di scatti fatti bene vale più di qualunque effetto grafico.
L'ospite vuole sapere subito se le sue date sono libere. Non serve per forza un motore di prenotazione con pagamento online: anche un semplice calendario di disponibilità sincronizzato via iCal con Booking e Airbnb, più un modulo di richiesta, elimina metà delle email inutili.
Se una parte degli ospiti arriva dall'estero — e in Sicilia è la norma — il sito deve parlare almeno inglese, meglio se anche francese e tedesco. Un progetto reale su cui ho lavorato, il B&B Miravalle ad Agrigento, è online in 5 lingue: chi arriva da Lione o da Monaco prenota nella propria lingua, senza passare dal portale.
Scheda Google Business Profile curata, dati strutturati, testi che rispondono alle ricerche vere — «b&b con terrazza vicino alla Cattedrale di Palermo», «casa vacanze con parcheggio a due passi dal mare». È quello che porta anche ospiti nuovi, non solo chi ti conosce già dai portali.
La maggior parte delle ricerche di viaggio parte dallo smartphone. Se il sito è lento o si legge male da telefono, l'ospite torna sul portale — dove tutto funziona — e la commissione è servita.
Per farti un'idea concreta del risultato ho preparato una demo navigabile di un sito per B&B con calendario di disponibilità; altri esempi, demo e progetti reali sono nella pagina progetti.
Questi sono i prezzi medi di mercato in Italia per il sito di una struttura ricettiva. Sono medie indicative (2026): ogni progetto fa storia a sé.
| Tipo di sito | Cosa include | Prezzo medio |
|---|---|---|
| Vetrina con modulo di richiesta | 4–6 pagine, galleria foto, modulo di richiesta disponibilità, SEO di base, mobile | 800–2.000 € |
| Sito con calendario / prenotazione | come sopra + calendario disponibilità, sincronizzazione iCal con i portali, prenotazione online | 1.500–4.000 € |
| Lingua aggiuntiva | traduzione professionale dei contenuti, per lingua | 150–500 € |
| Costi ricorrenti | dominio, hosting, manutenzione e piccoli aggiornamenti | 100–300 € l'anno |
Facciamo i conti su un caso tipico. Soggiorno medio da 350 €, commissione media del portale al 18%: ogni prenotazione che passa dal canale diretto ti fa risparmiare circa 60 €.
Onestamente: se affitti una sola stanza per poche settimane l'anno, un sito da 4.000 € non ha senso — meglio una vetrina essenziale, o anche solo una scheda Google curata con un numero WhatsApp. Il sito «giusto» dipende dai tuoi numeri, non dal listino di chi te lo vende.
Sì, ed è la strategia corretta: i portali portano una visibilità che da solo non avresti, il sito converte chi ti cerca per nome e ti restituisce margine. Attenzione solo alle clausole di parità tariffaria: sul prezzo pubblico i margini di manovra variano, ma puoi sempre offrire vantaggi diretti — colazione inclusa, late check-out, uno sconto riservato a chi torna.
Se hai una sola struttura pubblicata su due o tre portali, spesso basta la sincronizzazione gratuita via iCal, che aggiorna i calendari a intervalli regolari. Il channel manager (in media 20–60 € al mese) diventa utile quando gestisci più unità o vuoi prezzi e disponibilità aggiornati in tempo reale su tutti i canali.
Molto meno di quanto pensi. Il sito non deve vincere la ricerca «b&b Palermo» contro i portali: deve intercettare chi cerca il tuo nome e qualche ricerca locale specifica. Bastano poche decine di visite mirate al mese per generare 3–4 prenotazioni dirette — ed è quello il traffico che ripaga il progetto.
La pagina Booking lavora bene, ma lavora per Booking: non ti dà l'email degli ospiti, non ti aiuta a far tornare chi viene ogni estate e, se domani il portale cambia regole o commissioni, non hai alternative. Il sito è l'unico pezzo della tua presenza online che possiedi davvero.
Sono di Palermo: se il tuo B&B o la tua casa vacanze è in zona, il modo più semplice per capire cosa ti serve davvero è una chiacchierata senza impegno — anche davanti a un caffè. Altrimenti scrivimi due righe: ti rispondo con un parere onesto entro 24–48 ore.
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